TESSUTI

LE TRAPPOLE VERBALI: ECOPELLE O SIMILPELLE?

Quanti di noi hanno dovuto scegliere almeno una volta nella vita tra capi in ECOPELLE, SIMILPELLE O PELLE?!!! Attenzione però alla trappola verbale che si cela dietro questi termini. È infatti un errore molto comune confondere il significato della simil pelle e dell’ecopelle, pensando erroneamente che siano la stessa cosa. L’errore risiede nel pensare che ECOPELLE identifichi un tessuto non derivato dell’animale. Chiariamo questi punti e vediamo nel dettaglio cosa si nasconde dietro i tre termini citati.

Per affrontare l’argomento PELLE, ci viene in soccorso la L. del 16 dicembre 1966 n.1112, che definisce e regolamenta l’utilizzo dei termini “pelle” e derivati, stabilendo che “I nomi «cuoio», «pelle», i termini che ne derivano o loro sinonimi sono riservati esclusivamente ai prodotti ottenuti dalla lavorazione di spoglie di animali sottoposte a trattamenti di concia o impregnate in modo tale da conservare inalterata la struttura naturale delle fibre, nonché agli articoli con esse fabbricati”. La regolamentazione dell’utilizzo di questi termini in riferimento ai capi destinati al commercio è argomento quanto mai importante perché sempre più spesso si incappa in frodi…semantiche. Infatti spesso nelle etichette dei capi che ci interessano, può essere indicato “pelle vera” così come “ecopelle” ed essere in realtà un prodotto realizzato in tessuti sintetici, proponendo prezzi più alti non corrispondenti alla reale composizione del capo. Se la definizione della pelle è però abbastanza pacifica, molti cascano invece su quella di ecopelle e simil pelle.

Sarò breve nello sfatare il mito: l’eco pelle non è un tessuto sintetico, ma è pur sempre pelle e quindi derivata dall’animale. Esattamente, quando acquistate un capo in ecopelle state acquistando un capo in pelle di origine animale, seppur ottenuta e lavorata con sistemi a bassissimo impatto ambientale. La concia, termine che indica il processo di lavorazione delle pelli, prevede l’interruzione dei processi di decomposizione fisiologici della pelle, per poterla utilizzare nelle successive fasi di lavorazione. Mentre nel caso della pelle questa lavorazione avviene con l’utilizzo di sostanze chimiche tra le quali il cromo, sostanza altamente dannosa e pertanto oggetto di regolamentazione (Decisione 231/2002 CE), nel caso dell’ecopelle la lavorazione utilizza invece sostanze naturali e quindi sostenibili.

Per cui, riassumendo, è pur sempre vera pelle, ma a basso impatto ambientale. La similpelle, o finta pelle, per concludere, è un tessuto interamente sintetico, che non contiene materiali di origine animale, ed è costituita da un film di materiale resinoso poliuretanico steso su una tela di cotone o di fibra sintetica. Altra trappola che si cela dietro la similpelle è la confusione con il PVC, ossia la plastica. Questo materiale non è adatto ad essere steso su alcuna tela, come avviene per la similpelle.

Detto tutto questo, possiamo concludere dicendo che capire la differenza tra i tre termini, e controllare sempre che l’indicazione dell’etichetta corrisponda alla reale composizione del capo che vogliamo acquistare, è fondamentale per evitare di incappare in frodi e acquisti non voluti. Inoltre, ci permette di decidere che acquisto vogliamo fare: se puntare sul basso impatto ambientale dell’ecopelle, o se sposare l’assenza di tessuti di origine animale ma acquistare un capo con un maggior impatto ambientale.

A voi la scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *