STORIE E TRADIZIONI

IL COSTUME SARDO: IL FAZZOLETTO

Scomporre il costume sardo nelle sue varie parti è impresa assai complessa, essendo costituito da circa 11 parti, iniziando dal capo fino alla calzatura. Chi ha avuto l’onore e il piacere di indossare un costume tradizionale, sa bene di cosa parliamo. La prima parte del costume è costituita dal fazzoletto (su muccadori), di cui esistono due varianti combinate: il primo è il comune fazzoletto quadrangolare da usare piegato a triangolo per tenere la capigliatura (capelli rigorosamente tirati indietro e legati con uno chignon), tipico del periodo compreso tra il XIX e il XX secolo, e quindi prodotti prettamente industriali tessuti con filati di lana, cotone e seta quali il crespo di lana e di seta, il damasco di cotone o seta, i taffettà uniti, cangianti o con motivi floreali, rasatelli in lana e cotone. Il fazzoletto ha la funzione di costituire la struttura di base sui cui verrà fissato con delle spille il copricapo superiore (scialle, muccadori, manto o manticello), e può essere legato dietro la nuca in modo che il nodo risulti invisibile o fissato sul davanti sotto il mento. La scelta del colore del fazzoletto, come vuole la tradizione sarda, si adatta alle fasi della vita che si attraversano, per cui avremo fazzoletti in seta o cotone ricamati e/o colorati per le occasioni di festa e giubilo, il colore bianco solitamente usato quotidianamente nel costume giornaliero, e i colori più caldi e cupi come il giallo ocra, nero o testa di moro per i momenti di lutto. Le dimensioni del fazzoletto variano invece in base al luogo di appartenenza e agli usi e costumi della persona, tenendo in considerazione che i fazzoletti più pregiati, quanto a sete utilizzate e varietà di ricami, erano quasi sempre propri di famiglie benestanti e possidenti.

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