STORIE E TRADIZIONI

SA PASCHIXEDDA: IL NATALE NELL’ISOLA

Un paese ricco di tradizioni e riti celebrativi come la Sardegna non poteva certamente farsi mancare un programma di eventi natalizi ricco e variegato. Nonostante negli ultimi anni molte pratiche celebrative si siano perse e il sentimento del Natale abbia subito inevitabilmente i segni del momento storico che viviamo, in moltissimi centri sardi e soprattutto nei paesi più interni vive ancora una passione e una religiosità che merita di essere raccontata e celebrata.

La commistione magica tra la tradizione Catalana e quella Sarda svela le sue creature migliori proprio durante i festeggiamenti di Natale, non solo ad Alghero, culla sarda della Catalogna, ma in tutta l’Isola, se pensiamo che la Santa Messa del 24 dicembre è conosciuta come Sa Miss’e Puddu, riprendendo il nome Catalano “Missa del gall”, ossia celebrazione nel momento del canto del Gallo, per indicare l’ora tarda in cui viene svolta, ossia alla Midjanit. Alghero sicuramente è titolare di uno dei riti Natalizi più famosi e soprattutto celebrati dell’Isola: il Canto della Sibilla, conosciuto in catalano come Senyal del Judici (Canto del Giudizio), che racconta in strofe cantate dal coro il Canto della Sibilla che preannunciava il ritorno del Salvatore nel giorno del giudizio. Il canto viene svolto non solo ad Alghero ma anche nelle Isole Baleari, sempre la notte del 24 Dicembre, prima della Santa Messa. La bellezza di questa celebrazione ha avuto il suo massimo riconoscimento nel 2004 quando il Canto è stato dichiarato Bene immateriale d’interesse culturale dal Ministero dell’Industria, del Turismo e del Commercio, e successivamente dall’Unesco che lo ha proclamato Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Una tradizione molto sentita in tutta l’Isola durante le festività natalizie è quella del pane, le cui forme a seconda della zona variano proprio in funzione del periodo natalizio, in sostanza esistono dei tipi di pane che vengono realizzati solo in questo periodo e che quindi lo identificano a pieno. La tradizione vuole infatti che nella notte della Vigilia, i bambini escano per le strade e si presentino con dei grandi teli o cesti nelle case e chiedano in offerta del pane che viene preparato il giorno stesso in casa. Alcuni dei Centri isolani che mantengono viva una tradizione natalizia molto ricca in questo senso, sono Logudoro, Busachi e Olmedo, per citarne alcuni. Nella zona del Logudorese il pane realizzato sotto le feste di Natale è su Bacchiddu e deu, ossia il bastone di Dio, e la sua forma lo ricorda quasi fedelmente, e Sa Pertusitta. A Busachi invece abbiamo Sa Tunda, e a Olmedo ci si spinge un pò oltre con la realizzazione di uno dei presepi più belli che si possano vedere, realizzato interamente col pane. Il presepe nasce dall’idea e dall’operosità dell’artista Tonino Alfonso e ha pemesso al Paese di Olmedo di avere l’importante riconoscimento di Paese dei Presepi. E’ il caso di raccontare anche una curiosità relativa al presepe di Olmedo, ossia la scelta di Alfonso di rendere il presepe multietnico, inserendo personaggi che identificano un gruppo di uomini provenienti dall’Africa che insieme ai pastori sardi raggiungono il bambino nella capanna. Un chiaro omaggio agli abitanti di Olmedo che hanno permesso, grazie al loro forte sentimento di accoglienza, di integrare perfettamente nella loro comunità coloro che, provenendo da altre terre, sono emigrati in Sardegna in cerca di una realtà più fortunata.

 

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