STORIE E TRADIZIONI

La rinascita del costume tradizionale di Guspini grazie a M.Giuseppina Atzori.

Nessun progetto ambizioso può avere successo senza passione e motivazione, e queste due componenti le abbiamo subito percepite nei racconti di Maria Giuseppina Atzori quando è venuta a trovarci. Il suo merito è senza ombra di dubbio quello di aver preso a cuore gli ormai dimenticati usi e costumi del paese di Guspini per portarli ad una rinascita, scoprendo in questo percorso di conoscenza e di raccolta di tesori del passato, un vero mondo nascosto.

La sua passione per le tradizioni isolane le è stata trasmessa dal padre, e grazie al suocero Velio Usai (a cui ha dedicato il suo libro “Il costume tradizionale di Guspini, dall’oblio del passato rinasce una tradizione perduta”) e al marito Mauro, ha deciso di iniziare questo percorso. L’aspetto che incuriosisce maggiormente di questa ricerca è che la maggior parte delle persone intervistate durante la ricerca di M.Giuseppina, dissero che a Guspini non esisteva un costume tradizionale, ma che addirittura quello che esisteva veniva usato per carnevale. Proprio da questo costume iniziò l’indagine, e in seguito ad alcune testimonianze si potè fare un prospetto di come dovesse essere il costume femminile. La gonna era viola con righe verdi o nere, impreziosita da una balza color ruggine e foderata con una stoffa color marrone. La camicia era bianca in cotone o lino, a volte arricchita da un corsetto chiamato “pabasa de prezianna”, realizzato con broccato bianco o blu con delle rose o spighe. Il grembiule era viola in seta stampata a fiori e legato in vita da “su cadenazzu”, catena in argento. I pezzi unici che Maria Giuseppina è riuscita a reperire dalle famiglie locali hanno una storia antica di inestimabile valore, e grazie alle loro fedeli riproduzioni, oggi possiamo rivivere la bellezza di capi risalenti al 1890 circa. Lo scialle tipico era “su muccadori de tanau”, che oggi possiamo ammirare anche in una sua riproduzione fedele in puro cotone (in foto), così come quella degli scialli in seta stampata, in questo caso prettamente viola in quanto colore predominante della tradizione di Guspini. I colori comunque non mancano in questa frenetica indagine, pensando ad esempio allo scialle risalente al 1891 appartenente alla famiglia Rosa Virdis, azzurro e oro antico. Molte persone intervistate, però, indicavano come vero tesoro da ricercare lo scialle nero in lana ricamato (in foto), che però non fu affatto facile da scovare e ammirare. I capi originali rinvenuti sono in Tibet nero, magistralmente ricamati con rose rosse e viola e frange in seta lavorate a macramè, appartenuti alla nonna Lucia Corona e ad Anniva Scanu e custoditi con vera cura.

La sua passione oggi prende vita nelle riproduzioni che Maria Giuseppina confeziona personalmente.

Il valore del lavoro svolto da Maria Giuseppina è inestimabile e ha come obbiettivo quello di ripercorrere e porre le basi per una tradizione ferma e precisa, onde evitare libere interpretazioni o peggio ancora, commettere l’errore di perdere col tempo non solo le testimonianze fisiche e i capi originali, ma anche lo spirito e l’attaccamento al passato.

 

Su muccadori de tanau, originale appartenuto a Giuseppa Manis, risalente al 1890 circa.

 

 

 

Riproduzione de Su Muccadori de Tanau.
Scialle in Tibetr nero, con rose e spighe ricamate e frange in seta lavorata a macramè. Appartenuto ad Anniva Scanu. Fine ‘800.

 

 

 

Riproduzione a cura di Maria Giuseppina Atzori
Riproduzione a cura di Maria Giuseppina Atzori
Riproduzione a cura di Maria Giuseppina Atzori
Riferimenti:
-Il costume tradizionale di Guspini. Dall’oblio del passato rinasce una tradizione perduta”, di Maria Giuseppina Atzori, Edizioni Fiore

 

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