STORIE E TRADIZIONI, TESSUTI

Animalier? Si ma con moderazione.

E’ certamente una delle mode più discusse fin dalla sua nascita e fin dal suo approdo sotto i riflettori delle passerelle, amata e odiata allo stesso tempo. Ciò che attira e colpisce è sicuramente il suo spirito forte, quel richiamo al selvaggio che fece tanto scalpore quando fu presentato per la prima volta in passerella nel Febbraio 1947 da Christian Dior.

Sfilata Christian Dior, Febbraio 1947

Uno stile audace, innovativo e all’avanguardia per quel periodo e per le linee guida che la moda proponeva all’epoca, ma di grande successo fin da subito, tanto che in pochi anni divenne uno stile must per tante altre case di moda. Versatile ma allo stesso tempo una stampa alla quale prestare molta attenzione nella scelta dei colori e degli accessori da abbinare, divenne ben presto una costante anche nell’abbigliamento maschile, strano ma vero.

Dolce e Gabbana

In realtà va fatta una precisazione: la sfilata di Christian Dior del 1947 è senz’altro la data alla quale si fa risalire la nascita di una moda, di un concetto di stile nuovo, rivoluzionario e coraggioso. Ma l’origine vera è certamente ben più antica, se pensiamo all’usanza di utilizzare le pelli per creare indumenti caldi e corposi fin dall’età preistorica, o quella dei faraoni egizi di coprirsi con pelli di leopardo. Possiamo dire che l’idea comune fin dai primi tempi della nostra civiltà è che fosse un richiamo forte a quel mondo animale collegato alla ferocia, al coraggio e alla potenza.

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Negli anni immediatamente antecedenti al 1947, possiamo ricordare Bettie Page della serie “Jungle Betty” che nella serie indossava una tutina realizzata con pelle di leopardo, certamente un’icona che fece scalpore. A partire dal 1947 ci fu poi un vero e proprio trionfo dello stile animalier (o jungle) , sia nelle passerelle che indossato da molte donne della storia contemporanea, tra le quali Jacqueline kennedy, che indossò un soprabito interamente in stampa animalier nel 1967, una foto che ha fatto la storia della moda.

Come non citare poi Marilyn Monroe, che nella pellicola “gli uomini preferiscono le bionde” indossò una pelliccia sempre animalier.

Oggi, ripetendo il concetto iniziale, è uno stile che divide: c’è chi lo ama alla follia, e chi invece lo detesta, e la curiosità è che le ragioni per cui viene amato sono le stesse per cui viene odiato: il suo carattere forte, per alcuni eccessivo, la sua innegabile eccentricità e il suo inevitabile richiamo alla sfera animale, per alcuni considerato too much.

Quello che è certo è che si mostra versatile nel confezionamento di una vasta gamma di articoli moda, tra cui gonne, soprabiti, camice e maglieria. Va indossato con garbo e col gusto di non strafare, per cui si consiglia sempre di utilizzare un solo capo in stampa animalier (massimo due) in coordinato con tinte unite possibilmente soft e spente, in modo tale da concentrare l’attenzione solo sul capo principale.

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