STORIE E TRADIZIONI

Il tappeto di Nule: mito e leggenda

Parliamo di uno dei manufatti tessili che indubbiamente affascina per la vivacità dei suoi colori e per la ricchezza dei suoi disegni. Tessuto su telaio verticale, il tappeto a stuoia di Nule è uno dei capolavori artigianali della nostra Isola. Ciò che rende tutto ancora più intrigante è la leggenda che anima la tradizione tessile di Nule, che sta alla base della nascita così prepotente e improvvisa dell’arte della tintura tessile, prima di quel momento non praticata.

Collocando la vicenda nel tempo si tratta sicuramente di un periodo successivo alla fine della dominazione spagnola per cui dopo il 1720 orientativamente, e prima del 1860, data alla quale si fa risalire la comparsa a Nule dei colori chimici.

Secondo la leggenda il moro Bolìn si innamorò di Milena e mentre quest’ultima stava tessendo una coperta con lana bianca e nera, le chiese di sposarlo con in cambio la proposta di insegnarle tutte le tecniche per tingere naturalmente le fibre, in quel caso la lana. Milena accettò e imparò i segreti di un’arte che fino a quel momento era sconosciuta, e della quale ignoravano il potere e il fascino.

Naturalmente, come ogni leggenda o mito, porta con se un velo di mistero, ma ciò che è certo è che Nule visse un periodo di crescita esponenziale a livello tessile, facendo dell’uso delle fibre colorate il suo punto di forza. Il mito di Bolìn è certamente portatore di buoni sentimenti, così come l’avvento del colore nella tessitura ha portato una rivoluzione vera e propria, un modo nuovo e libero di espressimere l’arte. E così sulla scia del mito nacque il celebre tappeto di Nule, che non casualmente ha come marchio di fabbrica una forma geometrica che ricorda una fiamma, la fiamma dell’amore, della passione, ripresa anche nella scelta di colori tendenzialmente caldi come rosso, arancione e marrone.

Il simbolismo che vi è dietro la nascita del Tappeto di Nule è fortissimo: lo stesso fuoco è sinonimo al contempo di vita e di morte, il fuoco che arde per la passione e il fuoco che brucia e che uccide, il ciclo della vita che viene riassunto in un unico simbolo. La potenza del focolare domestico, inoltre, rieccheggia in tutta la tradizione dell’Isola, che certamente nutre un attaccamento alle proprie origini, considerandole radici sulle quali innalzare la propria personalità. La tessitura e l’artigianato erano i momenti principali di aggregazione e convivialità, basti pensare al solo momento della preparazione della lana, dalla cardatura alla filatura: alcuni narrano di una collaborazione tra tessitrice e filatrice così intensa da creare legami che duravano una vita intera. Oltre al motivo tradizionale della fiamma, nacquero poi quello “moderno“, elaborato con tecnica uguale ma con disegni e motivi nuovi, e quello “composito“, caratterizzato dall’armonizzazione degli altri due.

Un’altra curiosità che scopriamo attraverso la tessitura di Nule è il rapporto strettissimo che le tessitrici avevano nei confronti dei defunti: la tessitura era un modo per rendergli omaggio e tenere vivo il legame. E così era vietato ad esempio passare sopra i fili dell’ordito, e le donne che casualmente vi passavano sopra dovevano offrire il proprio aiuto per evitare il malocchio. Ancora, il capo dei gomitoli di lana conteneva un soldo o una caramella, come buon auspicio, e infine la curiosità forse più affascinante: al termine della tessitura le donne recitavano il De Profundis, con il quale si offriva il lavoro appena svolto ai defunti cari, per avere da loro protezione e affetto.

Dal 1950 in poi il Tappeto di Nule divenne centro di grandi attenzioni, tanto che la Regione Sardegna scelse la cittadina come sede della “Casa del Tappeto” nella quale dopo il 1965 lavoravano 24 tessitrici a tempo pieno, che successivamente formarono una cooperativa col sostegno dell’ISOLA. Il Tappeto vinse numerosi premi e iniziò ad essere conosciuto e apprezzato non solo in Sardegna ma oltre mare. Oggi la forte presenza della tecnologia e le numerose imitazioni esistenti, hanno rallentato la produzione e reso più difficile tramandare quest’arte, ma nonostante questo ancora oggi l’orgoglio per questa tradizione tessile resta vivo e aperto alle novità.

Fonti: “Tessuti, tradizione e innovazione della tessitura in Sardegna” – Ilisso Comune di Nule (http://www.comune.nule.ss.it)


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