STORIE E TRADIZIONI

L’eleganza senza tempo del Plissè

Impossibile non vederlo sfogliando le grandi riviste di moda, osservando le sfilate nelle passerelle più famose del mondo e nei social più gettonati: il plissè ha un fascino senza tempo. La sua storia ci deve far spostare, anche se di poco, verso occidente e più precisamente in Spagna, considerata la sua terra d’origine. In particolare la nascita del Plissè si deve al pittore/stilista Mariano Fortuny y Madrazo, nato a Granada nel 1871, il quale rielaborò le antiche vesti greche arricchendole con motivi e fantasie ricavate dalle tradizioni catalane, dando vita alle sue celebri tuniche denominate Delphòs, che avevano delle pieghe per tutta la lunghezza del tessuto.

Quelle stesse pieghe successivamente presero il nome di “plisado” e il brevetto fu depositato nel 1909, dando origine ad una vera e propria esplosione del genere e ad un susseguirsi di imitazioni della tecnica. Negli anni ’40/’50 la plissettatura, soprattutto nella realizzazione delle gonne, divenne un must, anche grazie al fatto che molte dive dell’epoca si fecero fotografare indossando capi plissè, ricordiamo Grace Kelly, Marlene Dietrich, Jacqueline Kennedy e la celebre Marylin Monroe nella foto che ha fatto la storia che la ritrae davanti alla metropolitana di New York in abito bianco con scollo a prendisole.

Grace Kelly

Oggi il tessuto Plissè resta un sinonimo di eleganza, leggerezza e raffinatezza, è possibile vederlo e trovarlo su varie basi di tessuto e con diverse lavorazioni e dimensioni delle pieghe, insomma il plissè non ha un’unico volto. In particolar modo oggi è di tendenza la gonna plissè di media lunghezza appena sopra la caviglia, e la si può vedere anche in look molto casual a seconda della volontà di darle una connotazione elegante o un pò meno formale.

Come nasce il Plissè?

Passiamo alla parte tecnica dell’argomento, ossia la realizzazione del plissè. Non vi è infatti un’unica tecnica per realizzare le pieghe, la più praticata è certamente quella che utilizza gli stampi in cartone. Si tratta di cartoni aventi la forma rialzata delle pieghe sui quali viene adagiato il tessuto, pressato sulla base di cartone tramite un secondo cartone che combacia perfetamente con le pieghe del primo, in modo che il tessuto prenda la forma in modo deciso. A questo punto il cartone col tessuto al suo interno vengono inseriti in un forno a vapore per circa 30 minuti (50 minuti per la finta pelle) e una volta estratto, il tessuto ha assunto perfettamente le pieghe del cartone. Ecco perchè vedrete quasi sempre i tessuti plissè arrotolati nel cartone, proprio perchè quello stesso cartone gli ha dato la forma delle pieghe e quindi è consigliabile che restino avvolti fino all’utilizzo.

Altra tecnica è quella classica ago e filo, nella quale le pieghe vengono fatte a mano e bloccate con degli spilli, l’estremità del tessuto e quindi il punto di inizio delle pieghe viene bloccato e cucito con la macchina da cucire e le pieghe vengono stirate col ferro da stiro. La resa della piega in questo caso è pressocchè identica, naturalmente la durata nel tempo è ridotta in quanto non c’è stata la pressatura col vapore che riesce a fissare per un tempo più lungo la plissettatura.

Breve video che mostra la realizzazione dello stampo di cartone e la pressatura del tessuto tra i due stampi.

Vi proponiamo qualche esempio di Plissè su base voile e finta pelle…



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